Sono ormai trascorsi circa trent’anni dalla nascita di una nuova branca della Cardiologia, la Cardioncologia, che nel corso del tempo ha suscitato sempre più interesse e che risulta tuttora in continua evoluzione. In effetti, se da un lato le terapie oncoematologiche (farmaci e radioterapia) sono divenute sempre più efficaci, consentendo un sensibile miglioramento della prognosi a lungo termine ed una maggiore sopravvivenza dei Pazienti con cancro, dall’altro spesso si sono dimostrate foriere di un danno cardiaco. La Cardioncologia ha la mission di ottimizzare la gestione dei Pazienti oncologici ed ematologici sottoposti a vecchi e nuovi trattamenti potenzialmente cardiotossici (dalle antracicline alla “target therapy”, dagli anticorpi monoclonali e “small molecules”, alla radioterapia, fino alla immunoterapia e alle CART-T e ai nuovi farmaci in fase di studio): gli eventi cardiaci avversi possono interessare qualunque distretto cardiaco, sia in forma
acuta, sia in forma cronica (precoce, tardiva e nei “cancer survivors”). Per limitare i danni cardiaci le Linee Guida attuali impongono la scelta di schemi terapeutici meno aggressivi, ma anche meno efficaci, con conseguente riduzione delle opportunità di guarigione. Al fine di evitare di generare cardiopatie talora più gravi della stessa malattia tumorale basale, le strategie possibili sono rappresentate sia dallo sviluppo di schemi terapeutici meno dannosi, ma altrettanto efficaci, sia dalla individuazione di markers precoci di cardiotossicità (con particolare attenzione al dosaggio della troponina e all’Ecocardiografia come tecnica di imaging di screening). L’obiettivo è quello di poter identificare alterazioni cardiache precoci e ancora reversibili (anche con l’eventuale contributo dell’intelligenza Artificiale), in modo tale da attivare nel più breve tempo possibile un’adeguata cardioprotezione (con farmaci specifici o anti-scompenso) e consentire parallelamente la prosecuzione della terapia oncologica. Il congresso si propone di fornire un aggiornamento sulle più recenti evidenze scientifiche, sulle strategie di prevenzione e monitoraggio della tossicità cardiovascolare e sulle nuove prospettive diagnostico-terapeutiche, con le raccomandazioni del Gruppo di Studio della Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta. L’incontro rappresenta un’occasione di confronto tra specialisti di diverse discipline e ai medici di medicina Generale, favorendo l’integrazione delle competenze e la diffusione di percorsi condivisi, al fine di ottimizzare la gestione clinica e la continuità assistenziale del Paziente.
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